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Categoria: Torino20
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Ho atteso sino ad oggi, trovando l'occasione in quarantasette anni di vita, di guardare da vicino come sono le terre emerse dall'acqua che ricopre gran parte dell'oriente italiano affacciato sul mare.

Nel 1957 Mario Soldati, con la mantellina e il toscano sempre acceso, attraversava la bassa ferrarese nell'intento divulgativo di spiegare a chi abitava altrove ed aveva la televisione, di scoprire la vera ricetta della salama da sugo; si infilava poi in una trattoria dove un compunto titolare con la giacca gli mostrava su una bilancia un sontuoso blocchetto di culatello, già all'apoca prelibata galupperia presumibilmente per pochi.

Scegliendo Comacchio ed un piccolo albergo lungo un canale della cittadina, ho cercato di immaginare perchè il tempo si sia fermato in certi luoghi dell'Italia e sia trascorso invece velocissimo in altre zone del Paese creando spesso danni irreparabili alla terra, all'agricoltura e lasciando dimenticate bellezze storiche e testimonianza di economie che per oltre due secoli hanno rappresentato la storia della società che ha vissuto, in particolare qui, tra terra ed acqua.

L'economia della pesca oggi ci ha lasciato immagini in bianconero e lo stabilimento della Manifattura dei Marinati ove giungevano dalle stazioni di pesca dell'Adriatico tonnellate di anguille, acciughe ed acquadelle destinate alla marinatura e alla salatura, poi spedite in tutta Italia e nei paesi esteri.

Le immagini dei pescatori che lasciavano per giorni le famiglie nelle campagne per recarsi alla pesca ogni notte, in situazioni ambientali e meteorologiche al limite della sopravvivenza, sono testimonianze che nessuno salvo pochi nostalgici dei tempi che furono, ha l'onestà di voler ricordare.

Se riuscite a raggiungere questi luoghi, sono sufficienti pochi giorni per rendervi conto che la direzione presa oggi dalle politiche di sviluppo turistiche del nostro paese, che qui significano anche politiche di sviluppo della società, sono strabiche quando non completamente cieche, incapaci di cogliere la bellezza che il nostro Grande Fiume regala nell'atto di gettarsi nel mare, dopo aver raccolto da decine di affluenti una quantità incommensurabile di storia, di ricordi di atmosfere uniche al mondo che dovremmo tenere in grande considerazione, orgogliosi di considerarle parte della storia della nostra civiltà.